La “cellulite”, o meglio con il termine tecnico “panniculopatia edemato-fibro-sclerotica”, è una condizione che va a colpire l’80-95% circa delle donne, collegata fondamentalmente ad una stasi micro-circolatoria dell’ipoderma negli arti inferiori con una conseguente alterazione.

La cellulite viene accompagnata a volte da strati di adiposità localizzata, nonostante possa presentarsi tanto nei casi di obesità, quanto in quelle donne normolinee o magre.

Conoscere e valutare il problema è importante sia per capire eventuali possibilità di intervento, sia per intraprendere un’azione preventiva di questo inestetismo.

Analizziamo più da vicino la “cellulite”.

Con il termine si intende un inestetismo degenerativo del tessuto connettivo, infatti:

cellulite =infiammazione delle cellule.

Il corpo umano  è un insieme di cellule disposte ordinatamente che interagiscono tra loro in maniera funzionale, si ha così un organismo pluricellulare formato dall’insieme di apparati e sistemi di organi e tessuti differenti che collaborano tra loro e cellule uguali ravvicinate svolgenti la stessa funzione.

I tessuti prendono origine da 3 strati di cellule sovrapposti detti foglietti embrionali che si formano dopo la fecondazione tramite la duplicazione cellulare.

Questi foglietti sono:

– ECTODERMA: il più esterno dal quale hanno origine l’EPIDERMIDE e i suoi annessi (ghiandole sudoripare, ghiandole sebacee, peli e unghie), e il sistema nervoso;

– MESODERMA: l’intermedio dal quale derivano i muscoli, il SISTEMA CARDIO CIRCOLATORIO, le vie genito-urinarie e lo scheletro;

– ENDODERMA: il più interno da cui si origina l’apparato digerente con le sue ghiandole annesse (fegato e pancreas).

I tessuti inoltre si classificano in: tessuti epiteliali, connettivali, muscolare e nervoso.

 

A questo punto avendo capito come è strutturato il nostro organismo e in particolare la nostra pelle, possiamo chiarire meglio l’inestetismo della cellulite e le sue cause.

Essendo la cellulite una lipodistrofia (degenerazione del tessuto adiposo) localizzata del connettivo sottocutaneo, con ritenzione idrica generata da alterato metabolismo della sostanza fondamentale, assisteremo a una vera e propria reazione di quest’ultima detta PROCESSO DI POLIMERIZZAZIONE dei mucopolisaccaridi.

Queste macromolecole si uniranno in ammassi aumentando la torbidità e la viscosità del liquido interstiziale che tenderà progressivamente ad assumere le caratteristiche di un corpo estraneo che dissocerà le fibre del connettivo e comprimerà le terminazioni nervose rendendo difficile la circolazione venosa e linfatica e gli scambi tra capillari e cute.

La pelle perde così la sua naturale morbidezza e tonicità assumendo il caratteristico aspetto a “buccia d’arancia”: si formano dei noduli e avvallamenti, se pizzicata può provocare dolore, ma anche della semplice adiposità localizzata (cuscinetti) può provocare noduli e buccia d’arancia se pizzicata.

Innanzitutto occorre fare una distinzione tra quelle forme di adiposità localizzata , definite impropriamente cellulite, in cui le cellule adipose sono perfettamente normali e non alterate, e la cellulite vera e propria in cui avviene un processo patologico.

Inoltre è evidente che più la diagnosi è precoce, più aumentano le possibilità di successo di interventi risolutivi, ma questo non è per niente facile da fare perché le alterazioni iniziali non sono visibili ad occhio nudo.

La cellulite é un difetto molto localizzato, cioè si manifesta in alcune zone specifiche e circoscritte del corpo mentre il grasso é tendenzialmente diffuso in maniera più uniforme.

Per distinguerli è utile effettuare un semplice test: pizzicando tra le dita la zona critica è possibile notare la differenza.

Se la fossetta che si crea sparisce in pochi secondi, senza dolore e la pelle è liscia e rosata é un accumulo di grasso.

Se invece dopo il pizzicotto la pelle non ritorna allo stato iniziale in pochi secondi e presenta rigonfiamenti e irregolarità, accompagnati da dolore, è cellulite.

 

La cellulite è un fenomeno ereditario, ormonale, legato a fattori predisponenti metabolici, circolatori, psichici e di stile di vita.

Essa coinvolge in profondità il derma, l’ipoderma e di conseguenza, visivamente si riflette sull’epidermide.

Questo inestetismo si presenta in alcuni punti caratteristici come fianchi, cosce, natiche, ginocchio, polpacci e caviglie.

In realtà non esiste una cellulite ma più “celluliti” in quanto vi sono vari gradi che degenerano progressivamente:  una prima fase sarà caratterizzata da un gonfiore diffuso;  una seconda, distinguibile a tatto,  si avvertirà dolore già con una piccola pressione; infine una terza fase si avranno noduli sclerotizzati accompagnati da crampi alle estremità del corpo.

Queste tre fasi possono coesistere e osservandole più attentamente distinguiamo tre forme: edematosa (1° stadio), fibrosa (2°-3° stadio) e sclerotica (3°-4° stadio).

 

 

CELLULITE 1° STADIO (EDEMATOSA)

Il primo stadio della cellulite è la forma più comune e diffusa si avverte solo al tatto, in questa fase precoce prevale il ristagno di liquidi nei tessuti, con gonfiori od edemi, localizzati principalmente intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia.

 

EDEMA: la parola stessa definisce uno stato di gonfiore visibile e palpabile in una zona del corpo, causato da un accumulo di liquidi nello spazio interstiziale, di solito tra le fasce muscolari e la pelle.

L’edema può essere dato da:  stasi venosa che provoca l’aumento della quantità d’acqua negli spazi interstiziali); dalla diminuzione della pressione esercitata da una soluzione colloidale che non fa drenare il liquido che si accumula negli spazi interstiziali ai vasi linfatici; da un aumento della permeabilità dei capillari e quindi maggiore trasudo di liquidi;

da disturbi del flusso linfatico (per difetti di funzionamento o difetti fisici);

e infine per depositi di grasso, gravidanza e mestruazioni (a causa degli estrogeni).

Questo 1° stadio prende il via da un rallentamento della circolazione e quindi del drenaggio dei liquidi interstiziali ricchi di sostanze di rifiuto, da qui ne consegue un accumulo di scarti che insieme al trasudo anomalo del plasma comportano una congestione temporanea o transitoria dei tessuti, in particolare del connettivo.

Il trasudo è dato dallo sfiancamento dei capillari venosi e linfatici periferici che non riescono più ad assorbire questi liquidi pieni di scarti metabolici cellulari, provocando così la formazione di edemi (segni principali della ritenzione idrica) e danni per le cellule presenti, soprattutto per gli adipociti, non più in grado di effettuare gli scambi nutritivi con i capillari.

Quindi la ritenzione idrica è spesso causa di accumulo di adipe e cellulite:

all’ origine  c’è uno squilibrio tra le quantità di potassio e di sodio presenti nelle cellule e nel liquido interstiziale  regolate dalla pompa sodio-potassio.

Quando si crea una sproporzione, con abbondanza di sodio, l ‘organismo trattiene una maggiore quantità di acqua.

Ma esiste anche il dosaggio dell’ aldosterone (l’ ormone che regolarizza l’ equilibrio dei liquidi nel nostro organismo), che serve a determinare le cause della ritenzione idrica.

La ritenzione idrica provoca gambe gonfie e pesanti.

 

GLI ORMONI (CHE INCIDONO SULLA CELLULITE) 

Gli ormoni sono la secrezione delle ghiandole endocrine che viene immessa nel sangue.

La scienza che si occupa di studiare queste ghiandole è l’endocrinologia grazie alla quale conosciamo due concetti importanti: il BIOFEEDBACK e la PIRAMIDE ENDOCRINOLOGICA.

Il primo, che significa retro inibizione, indica che il prodotto di secrezione di una ghiandola influisce sulla funzione della ghiandola stessa; il secondo concetto invece indica una piramide strutturale dove al vertice c’è il Sistema Ipotalamo-ipofisario e a valle le Ghiandole Endocrine (tiroide e paratiroidi, surreni, pancreas endocrino e gonadi).

Gli squilibri ormonali sono anch’essi alla base della cellulite: fondamentale è l’azione svolta dagli ormoni ovarici, ipofisari e tiroidei accompagnati dall’azione di altri ormoni.

Anche gli alimenti ingeriti con l’alimentazione provocano nell’organismo risposte ormonali e metaboliche che concorrono alla formazione degli accumuli adiposi e della cellulite stessa.

 

 

IL NOSTRO SECONDO CUORE

La prevenzione verso la malattia cellulitica parte dal piede.

Il buon funzionamento dinamico del piede costituisce il segreto  più importante del sistema linfo – venoso degli arti inferiori.

Il piede viene suddiviso in Avampiede, Mesopiede e Retropiede con funzione propulsiva, di ammortizzamento e di distribuzione del carico del peso corporeo.

Gli arti inferiori  non hano la spinta diretta di una pompa pulsante come il cuore, ma il piede contiene delle strutture per facilitare il ritorno linfo – venoso

come la suola venosa di Lejars: una rete di capillari la cui spremitura facilita il ritorno linfo-venoso verso l’alto.

Il sangue continua poi la sua scalata grazie alla contrazione dei muscoli del polpaccio e dei muscoli anteriori della gamba.

In molte occasioni un’ appoggio  sbagliato  del  piede sul terreno comporta uno scorretto movimento del piede nel camminare e quindi,  una spinta  dei  liquidi minore determinandone  un ristagno ed un  rigonfiamento  negli arti inferiori  ed alle caviglie.

Questo può portare, magari unito ad uno squilibrio ormonale, ad una eccessiva ritenzione idrica data dalla cattiva circolazione superficiale  che  rimane anche quando lo squilibrio ormonale viene ristabilito.

 

COME SI PRESENTA VISIVAMENTE

A livello visivo possiamo riconoscere la cellulite di 1°grado dal suo aspetto compatto (non duro), cioè tende l’epidermide, non si modifica in rapporto alla posizione del soggetto ma è visibile solo con la palpazione la cosiddetta “buccia d’arancia”; la pelle si presenta opaca con tonalità bluastre per via della diminuzione di temperatura (dovuta allo scarso nutrimento che arriva dai capillari).

E’ la forma più facile da trattare con risultati eccezionali.

Il primo stadio della cellulite è raramente doloroso al tatto e si accompagna spesso a segni di affaticamento venoso o linfatico (gambe pesanti, predisposizione a ematomi e smagliature).

 

SMAGLIATURE: Sono una forma di atrofia circoscritta della cute.

Compaiono nel derma a causa di alcune condizioni fisiologiche come la gravidanza, l’allattamento o durante la pubertà, oppure a causa di patologie come obesità o trattamenti cortisonici prolungati.

La comparsa delle smagliature è causata da un eccesso di produzione di ormoni corticosteroidi che aumentano il metabolismo del derma alterandone l’elasticità.

Visivamente si presentano come striature di forma variabile, di colore iniziale violaceo, poi sempre più chiaro.

Si localizzano tendenzialmente su fianchi, addome, glutei, cosce e mammelle.

Per questo inestetismo non esiste una risoluzione ma si possono attuare azioni preventive con vitamine C, A, massaggi, raggi UV, laser…

 

Successivamente, negli stadi successivi, il tessuto si arricchisce di piccoli noduli fibrosi profondi, ecchimosi per traumi anche minimi, telangectasie e dolenza spontanea o provocata da compressione.

L’avanzare del processo porta alla comparsa di “ondulazioni” ed avvallamenti, che rivelano la forte perdita di tono ed elasticità della pelle.

 

 

PRODOTTI COSMETICI ANTICELLULITE

Esistono diverse forme cosmetiche impiegate per nella lotta contro la cellulite contenenti vari tipi di ingredienti:

  • come la caffeina, capace di attivare il metabolismo degli adipociti con conseguente metabolizzazione dei lipidi di riserva. Molecole simili si possono trovare nel  cioccolato, nel  tè e nello iodio organico che si può ritrovare nelle alghe brune, come il Fucus;
  • – quelli che proteggono i vasi riducendo la possibilità di formazione di edemi;

 

Questi ingredienti appunto vengono detti SOSTANZE FUNZIONALI o PRINCIPI ATTIVI.

Si tratta di sostanze di varia natura e provenienza con capacità di rendere funzionale un cosmetico per ristabilire le condizioni ottimali della pelle.

I principi attivi sono ricavabili dal mondo minerale, vegetale e sintetico.

I più importanti sono quelli provenienti dal mondo vegetale: le piante possiedono una parte detta droga vegetale in cui vi è una maggiore concentrazione di principi attivi; ogni droga (derivata da fiori, foglie, frutta, corteccia, radici…) possiede un fitocomplesso, cioè l’insieme di molecole con proprietà farmacologiche.

 

 In questo caso però trattandosi di una cellulite al 1° stadio, quindi caratterizzata perlopiù da un indebolimento dei capillari sanguigni e linfatici con conseguente ristagno di liquidi, andremo ad agire con prodotti cosmetici a base di sostanze funzionali dall’azione vaso riparatrice e fluidificante.

Ecco quali sono queste sostanze e perché le usiamo nel trattamento:

  • flavonoidi composti di colore giallo ricavati prevalentemente dalle sommità fiorite delle piante. E’ un vasto gruppo di sostanze chimiche che hanno la proprietà di rinforzare le pareti dei capillari diminuendone la permeabilità e di migliorare gli scambi nutritivi tra sangue e tessuti. I flavonoidi sono presenti in natura in piante come la betulla, la camelia, la centella, l’edera…
  • tannini sono composti polifenolici presenti negli estratti vegetali capaci di legarsi a composti contenenti azoto. Essi hanno proprietà astringenti, antiossidanti e antibatteriche. I tannini sono presenti in piante come uva, ippocastano, camelia, quercia…
  • antociani sono dei composti che donano alle parti in cui sono contenuti delle colorazioni che vanno dall’azzurro al viola e dal porpora al rosso-arancio. Gli antociani hanno la funzione di aumentare la resistenza e la permeabilità dei micro vasi e hanno un’azione antiossidante e antiradicalica. In natura possiamo trovarli nella vite, ciliegia, fragole, mirtillo, ribes, uva…
  • saponine questo complesso di molecole possiede una spiccata azione tensioattiva in quanto hanno la proprietà di produrre soluzioni acquose spumeggianti, di conseguenza questo comporta una caratteristica antiedemigena-depurativa-diuretica e un’altra di fluidificare il sangue favorendo la disgregazione di corpi grassi. Le saponine sono cicatrizzanti e aumentano la resistenza dei vasi sanguigni.

 

In natura sono presenti molte specie vegetali contenenti saponine triterpeniche; quelle più utilizzate sono l’ippocastano, l’edera, la centella ed il rusco.

Dall’ippocastano si estrae una miscela di saponine denominata escina ad azione antiedemigena, vasoprottettiva ed antiessudativa.

All’interno dell’estratto si possono ritrovare anche flavonoidi con azione antiossidante.

Dall’edera si ricava un estratto vegetale ricco di saponine, glicosidi flavonoidi e numerosi minerali. L’estratto d’edera ha più o meno la stessa attività dell’ippocastano.

La centella migliora il microcircolo e stimola lo sviluppo del tessuto connettivo agendo a livello del derma.

Il rusco o pungitopo contiene la ruscogenina (saponina), che è molto efficace a livello del microcircolo. Questa saponina trova largo impiego nei prodotti cosmetici specializzati per le gambe, perché agisce a livello della circolazione e sulla muscolatura dei vasi attenuando gonfiori e senso di pesantezza.

Altri composti che possono esibire una certa attività sui vasi, quindi utili contro la ritenzione dei liquidi, sono il ginseng e l’equiseto.

Quindi nei prodotti anticellulite possono essere impiegate varie sostanze che agiscono sul microcircolo, inducendo vasocostrizione o vasodilatazione. L’obiettivo è di rendere tonica la muscolatura e la parete dei capillari; in poche parole queste sostanze fanno fare “ginnastica” ai capillari, rilassandoli (vasodilatazione) e contraendoli (vasocostrizione) in modo da evitare il trasudo dei liquidi e quindi la formazione di edemi.

Elisa
Author

Mi chiamo Elisa Di Giacomocarlo, dopo la laurea in Mediazione Linguistica ho deciso nel 2011 di seguire la mia passione ed entrare nel mondo dell'Estetica e del Benessere. Il mio obbiettivo è sempre stato il Benessere Psicofisico delle persone, farle sentire belle dentro e fuori, infatti oltre ad avere specializzazioni in metodologie per trattamenti viso-corpo, nails, make-up e trucco semipermanente mi sono specializzata anche in Terapie Emozionali Olistiche-Energetiche.

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