Dal greco Kosmin Tico: “ciò che ha il potere di sistemare”, “o abile nel decorare”.

Forse non tutti sono a conoscenza che tutta la cosmesi a oggi disponibile è frutto di storia, di scoperte e tradizioni evolute nel tempo e che si sono fuse con la scienza e la medicina. Il culto della bellezza e della cura della persona era già in uso nell’antico Egitto: il popolo egiziano fù tra i primi a dare vita ad un vasto assortimento di prodotti cosmetici, come testimoniano i primi reperti archeologi datati 4000 anni a.c.

Numerosi ritrovamenti nelle tombe degli antichi egizi di vasi e vasetti, contenenti residui di polveri vegetali come ocra rossa, gialla e polvere di carbone che veniva usata per sottolineare gli occhi e tingere le sopracciglia.

Le donne egiziane usavano la polvere di Khol (il Kajal) oltre che per rendere lo sguardo più intenso e misterioso , anche per le sue proprietà curative per prevenire anche oggi infezioni agli occhi, uso comune anche in India e Paesi Arabi (uso che possiamo definire precursore dell’attuale smookey eyes).

Ma prima ancora che dalle donne, in Egitto l’arte di dipingersi il volto era prerogativa dei sacerdoti: il loro desiderio per la bellezza aveva un valore spirituale, poiché credevano che essa fosse gradita agli Dei ed inoltre, che proteggesse dal male. Infatti per tale credenza truccavano il volto durante i riti religiosi. Ritornando al Khol, era il risultato di una miscela di piombo, minerali, cenere, ocra, rame e mandorle tritate. Un’altra usanza era quella di applicare sugli occhi delle creme di colore verde, derivate dalla pietra malachite, mentre argilla rossa miscelata con acqua veniva usata per truccare labbra e guance.

Per tingere i capelli e le unghie usavano una tintura vegetale che è l’equivalente del nostro henné.

Ritrovamenti simili testimoniano la diffusione di queste sostanze e usanze anche in alcune aree della Mesopotamia.

In Grecia le donne scurivano le ciglia con il colore nero, ed esaltavano gli occhi con polveri di colore verdi, blu e azzurro.

Anche gli antichi Romani curavano molto la loro persona: furono gli inventori dei primi unguenti, ovvero delle maschere di bellezza composte da ocra, vermiglione, cartamo e da porpora di Tiro. Essi scrissero il primo manuale di trucco. Anche le donne romane usavano il khol oltre a polveri a base di bismuto e galena (una pasta ottenuta da formiche abbrustolite).

Per attenuare cicatrici e imperfezioni usavano dei cerotti neri a forma di nei e rendevano la pelle bianca grazie alla polvere di gesso, mentre per allungare le sopracciglia sfumavano del carbone dolce con una mina di piombo.

In epoca medievale si perde dall’abitudine della cura del corpo e del trucco e solo nel Feudalesimo, si ritorna ad ammirare la bellezza femminile rispondente ad alcuni canoni quali occhi chiari e capelli biondi. Invece, in epoca Rinascimentale, la pelle chiarissima era associata alla ricchezza e nascono le prime trousse con tutto l’occorrente per il trucco. Le donne riprendono a truccare gli occhi ad avere mani curatissime, sopracciglia sottili, pelle chiarissima, zigomi e bocche rosee.

Durante il Romanticismo il trucco era sinonimo di cattivo stato di salute. L’epoca richiedeva pulizia e naturalezza per essere considerate oneste e leali.

In epoca Vittoriana il volto truccato veniva associato alle prostitute e alle attrici, le nobildonne solevano pizzicarsi le guance per aumentarne il colorito, la pelle sempre chiarissima era ottenuta con delle polveri bianche applicate anche sulle labbra. Neppure il sole era benvisto, la cute per apparire giovane e sana veniva protetta da velette e vezzosi ombrellini. Sostanze naturali come miele, fiocchi di avena, tuorli di uovo e acque di rose sostituivano i cosmetici.


Silvia Laudoni
Author

Mi chiamo Silvia Laudoni. Sono entrata nel mondo della cosmesi come addetta alle vendite presso uno dei primi Beauty Point di Roma. Nel 1995 ho conseguito la qualifica come Estetista professionista presso la Scuola Elite di Gina Paravisi e già dal 1993 lavoravo presso il centro benessere Elle Estetica di Roma. Negli anni successivi al diploma mi formavo con un percorso di studi triennale come operatrice Ayurvedica mentre nel frattempo seguivo corsi di specializzazione in trucco con Gil Cagnè e Stefano Anselmo. Dopo una breve parentesi come agente di commercio, sempre nell’ambito dell’estetica professionale, che mi ha permesso di approfondire le mie competenze in materia di cosmesi, sono attualmente impegnata come DMR per un Brand italiano di cosmesi e make up oltre a collaborare nel centro benessere di una grande farmacia di Roma.

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